La Festa della Amicizia Rotariana

Una splendida giornata: la Festa dell’Amicizia Rotariana tra i Distretti 2072 e 2070 (18 aprile, Parma).
E se è vero, come è vero, che il Rotary – cito il nostro Governatore – non si racconta, ma si sente, questo mio tentativo di narrazione sconterà inevitabilmente il limite di non poter trasmettere con pienezza l’esperienza vissuta. Il vecchio Distretto 2070 si è idealmente riunito, come da recente tradizione, per celebrare le conquiste di ciascuna ricordato delle sue due costole, il 2071 ed il 2072 e per ricordare ai numerosissimi soci presenti l’amicizia, la fratellanza e, in ultimo, le similitudini tra i territori a suo tempo rotarianamente scissi. Emilia Romagna e Toscana, come è stato efficacemente ricordato, hanno, infatti, in comune più di quel che sembra: l’eccellenza industriale, ciascuna nei settori di competenza, la supremazia enogastronomica e, soprattutto, la capacità, a cavallo tra intelligenza contadina, capacità imprenditoriale e spirito artistico, di trasformare i frutti di una terra, va detto, particolarmente generosa in veri e propri capolavori, apprezzati e celebrati in tutto il mondo. Antonio Iodice, Presidente del Club di Montalcino, ha citato Tolkien per ricordare che le radici profonde non gelano e che l’amicizia, così come la terra, si coltiva e si protegge, con uno sguardo lungimirante al futuro. E proprio di futuro tanto si è parlato, dando ampia eco al progetto che vedrà, nel 2027, Parma tra le capitali europee dei giovani: un risultato di prestigio cui la città, sotto la guida dell’assessore alla comunità giovanile Beatrice Aimi, è arrivata dopo una faticosa, ma istruttiva selezione che ha premiato la filosofia di chi ha voluto presentare progetti non per i giovani, ma con i giovani, nel tentativo di creare, alla fine del percorso, un modello virtuoso replicabile da altri, in un dialogo intergenerazionale che inevitabilmente parla al cuore di ogni rotariano che ha nel proprio portafoglio valoriale il sostegno ai giovani e lo sviluppo della leadership, perché, mai come in questa Europa ormai sempre più vecchia, bisogna ricordate che, senza gioventù, non c’è futuro. Ed altri giovani, sotto la guida dell’esperto direttore d’orchestra, hanno prima allietato l’uditorio con il godibilissimo e giocoso concerto della Toscanini Academy Sax Ensamble che, nonostante il cambio di repertorio dovuto ad imprevisti dell’ultimo minuto, ha saputo rapire, divertire e persino commuovere anche chi, come me, non ama particolarmente la musica classica. Le grandi amicizie e l’affetto che il nostro sodalizio genera è stato ben testimoniato dal confronto tra i Governatori dei due distretti, sia quelli in carica, Guido Giuseppe Abbate e Giorgio Odello, che i Past 2017/2018 Franco Venturi ed Alessandro Vignali, i cui interventi hanno mostrato come l’esperienza parallela vissuta negli stessi anni possa creare una complicità tutta particolare di cui certamente si giovano, a cascata, i soci dei rispettivi Distretti. La generosità di Barilla ha permesso, peraltro, di rendere questo evento una grande occasione di service, giacché il ricavato sarà interamente devoluto al progetto Polio Plus.E proprio di service e di generosità ha parlato anche Maurizio Mantovani, presidente della Fondazione Rotary per l’Italia, il quale ha ricordato come ogni rotariano ed ogni rotaractiano abbia la possibilità – e debba – trasformare in meglio le vite che incontra e che la Fondazione svolge, in questo, un ruolo fondamentale, permettendo agli sforzi individuali di coordinarsi in progetti grandiosi. Il pranzo, preparato da altri giovani, quelli di ALMA, scuola internazionale di cucina italiana, eccellenza del territorio con sede storica presso la Reggia di Colorno, ha coronato questo senso di ritrovata, o, meglio, mai perduta fratellanza, con tavoli misti in cui tutti parlavano di tutto con chiunque, nel ricordo di quando le distrettuali duravano tre giorni, consentendo di stringere legami davvero duraturi e con l’acquisizione della consapevolezza, anche per chi non l’ha vissuto, che il 2070 non era soltanto un numero, ma un modo di essere che univa due territori e che, ancor oggi, è capace di generare slanci sinceri, ispirazioni, apertura, collaborazioni ed amicizie con una specifica modalità che i più anziani sapranno tramandare ai più giovani in questa nostra ruota che non è solo quella delle cariche, ma anche e soprattutto quella della vita.