
“Le due voci”: il pensiero conservatore in Prezzolini e Montanelli
Indipendenza di riflessione e azione sono state le linee guida di due grandi pensatori del Novecento Giuseppe Prezzolini e Indro Montanelli: due voci della cultura italiana riconosciute da tutti rappresentanti degli ideali liberali e conservatori.
A due voci, quelle di Giancarlo Mazzuca e del fratello Alberto è stato scritto il libro presentato la sera del 17 settembre da Giancarlo intervistato dal socio Giacomo Varone. Giancarlo Mazzuca, giornalista, scrittore e politico italiano è stato direttore di QN Resto Del Carlino, direttore del Giorno e deputato alla Camera nella 16ª legislatura, allievo di Indro Montanelli fondò insieme a lui “La Voce”. Ha guardato le vicende della nostra società, con empatia, senza edulcorare la realtà, ispirandosi appunto a Indro Montanelli e Giuseppe Prezzolini.
“Le due voci”: un libro che vuole essere un omaggio a due figure cardinali del pensiero del Novecento e che ripercorre le esperienze parallele della “Voce” di Prezzolini fondata nel 1908, riconosciuta all’epoca come uno degli importanti punti di riferimento del mondo culturale politico e sociale del nostro paese e la “Voce” che Indro Montanelli volle fondare nel 1994 quando lasciò “Il Giornale” che aveva contribuito a far nascere e crescere in seguito alla discesa in campo politico di Silvio Berlusconi fino ad allora suo editore.
La Voce di Montanelli pur chiudendo i battenti solamente un anno dopo, resta nell’immaginario collettivo un baluardo di libertà e di rigore professionale come fu appunto la voce fondata da Prezzolini oltre ottant’anni prima.
La figura e l’ esperienza professionale di Giancarlo Mazzuca sono ben descritte nel libro il “Cagnone”, pseudonimo di Giancarlo Mazzuca che nel titolo richiama la sua fisicità, ma è anche plastica raffigurazione di una bonomia spontanea, accogliente e di una sua benevolenza familiare.
Non si tratta di una autobiografia ma di una biografia di un uomo vivente scritta da un brillante Federico Bini giornalista e scrittore toscano nato nel 1992 che ama scavare nelle vite di grandi personaggi (ha scritto una biografia di Mario Scelba e di Alcide De Gasperi).
Con questo libro ha guardato nella vita del Cagnone: una narrazione che consente di conoscere aneddoti, retroscena di figure importanti che sono stati alla guida del nostro paese ( Berlusconi, Prodi, Andreatta, Ghidella, Montanelli, Agnelli ). Una narrazione capace di rendere una rappresentazione della vita che può concedere potere, fama e successo, ma può anche toglierle, facendo emergere una delle più importanti doti di Giancarlo Mazzuca la “resilienza” che lui – come dice Bini – con il suo spirito ironico potrebbe tradurre con le parole di una canzone di Morandi: “se sei a terra non strisciare mai, se sei finito non ci devi credere, conta solo su di te in gioco c’è la vita”.